13 ottobre 2010

Italia - Serbia: partita annullata.

Circa 650. Già. Sono circa 650 i chilometri che separano Genova da Belgrado. Sono tanti, tantissimi. Ore e ore di viaggio. Per una partita di calcio si fanno. Per seguire i propri eroi questo ed altro. Ma no. Non erano li per incitare i propri giocatori, per cantare ed esultare. Erano li per non far svolgere una partita. Una partita poi che aveva anche un aspetto particolare visto il ricordo dei quattro soldadi caduti in Afghanistan. Eppure ci sono riusciti. Sono riusciti a far sospendere la partita di ieri, tra Italia e Serbia valida per la qualificazione agli europei del 2012. Il perchè di questo è ancora sconosciuto ai più noti. Tutto questo era ovviamente evitabile. Un grazie particolare al ministro Maroni che oltre ad averci deliziato con la Tessera del tifoso, fa in maniera che questi selvaggi entrino nei nostri stadi e facciano da padroni. Un secondo grazie ancora a Maroni che ha dichiarato che sono stati bravi ad evitare chissà quale tragedia. Un terzo grazie indovinate a chi? Al nostro grande ministro che non fa più entrare tifosi italiani nei loro stadi eppure ieri non mi sembrava che gli spalti del Marassi fossero colme di Lord. Così oltre alla noia di aver passato una domenica senza calcio, la beffa di non aver visto nemmeno la nazionale in campo.

Veniamo ai nostri giocatori impegnati con i rispettivi paesi. Daniele De Rossi è tornato a Trigoria per un'edema alla coscia che gli ha fatto saltare il match non giocato contro la Serbia. Mirko Vucinic non è sceso in campo contro l'Inghilterra di Mister Capello per una contrattura alla coscia. Questi due infortuni, difficilmente recuperabili per l'incontro di sabato contro il Genoa, rendono ancora più amari questi giorni senza il campionato. Riise è uscito sconfitto due a uno in Croazia nell'amichevole disputata ieri. Philippe Mexes esce vincitore dalla sfida contro il Lussemburgo due a zero e infine Stefano Okaka con l'under 21 è stato sconfitto tre a zero dopo i supplementari dalla Bielorussia, dando cosi addio all europeo di categoria e all'Olimpiade.

Ale

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